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10 aprile 2020
«A Porto Torres non servono lucchetti»
Lo dichiarano i coordinatori cittadini di Porto Torres, Franco Satta e Rossana Carbone, contestano le decisioni del sindaco di Porto Torres sulla tecnologia 5G

PORTO TORRES - «In un momento così particolare dove tutta la nostra attenzione è concentrata sulla situazione d’emergenza creata dalla diffusione del “coronavirus”, leggiamo sulle pagine dei quotidiani le dichiarazioni del sindaco di Porto Torres in merito all’installazione degli impianti per la nuova tecnologia di rete mobile 5G. A tal proposito afferma il sindaco: “Nessuna antenna 5G potrà essere piantata nel territorio di Porto Torres", perché le onde millimetriche “potrebbero” essere dei “possibili cancerogeni” per l'uomo. E aggiungendo che il provvedimento resterà in vigore fino a quando non saranno resi pubblici degli aggiornati ed evidenti studi scientifici in merito agli effetti delle radiofrequenze sulla salute delle persone. Probabilmente il sindaco di Porto Torres non è informato del fatto che non ci sono risposte chiare e definitive neanche sulle tecnologie precedenti, figuriamoci sul 5G che è ancora in fase di sperimentazione. Il primo cittadino ha chiamato in causa l'Istituto Ramazzini di Bologna, dove sono state attuate ricerche sull'incidenza delle radiofrequenze sullo sviluppo di alcune malattie. Occorre evidenziare che questo studio viene impropriamente citato da più fonti per condannare il 5G, nonostante il fulcro della sperimentazione fossero le tecnologie di rete precedenti al 5G. Per contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che dai dati in suo possesso non ha mai riscontrato alcuna dannosità legata all’uso del 5G. Inoltre, in un recente rapporto, l’Istituto Superiore di Sanità ha comunicato che, in base alle evidenze epidemiologiche attuali, l’uso del cellulare non risulta associato all’incidenza di neoplasie nelle aree più esposte alle radiofrequenze durante le chiamate vocali. Il sindaco in conclusione afferma di non voler fare allarmismo. Evidentemente non è consapevole del fatto che non solo fa facile allarmismo, ma provoca la fuga degli investitori e ritardi ingiustificati sull’efficienza degli apparati di comunicazione e innovazione al servizio degli utenti e delle imprese. In merito al 5G il premier Conte ha recentemente dichiarato che la tecnologia 5G a partire dal 2020 avrà un impatto positivo sulla sicurezza nazionale e sull’economia. Infatti, secondo una stima diffusa dal Governo Italiano, nei prossimi quattro anni dalle aste delle frequenze per il 5G arriveranno nelle casse dello Stato 6,550 miliardi di euro. Altro esponente del Governo, Luigi Di Maio (M5S) ha dichiarato: “Golden power non sarà intralcio a investimenti” ed ha aggiunto che non c’è nulla di cui spaventarsi, che è successo tante volte nella storia dell’uomo e che succede abbastanza velocemente in questo momento storico. Evidentemente però il Sindaco di Porto Torres non è in sintonia con il Governo e con i leader del suo partito, preferisce andare controcorrente, crede più alle teorie di chi pubblica bufale sulla tecnologia 5G collegandola alla diffusione del coronavirus, o forse a quelle complottiste del “Nuovo Ordine Mondiale” che intenderebbe assumere il controllo dell’umanità con la tecnologia 5G, oppure da credito all’ennesimo filmato di un noto troll, “bufalaro” di professione, che sul 5G diffonde notizie false per provocare l'indignazione delle persone. Sappiamo che non ci sono prove di conseguenze negli Stati Uniti, Paese che lui ben conosce, dove sono stati studiati gli effetti di radiazioni più elevate. Ciò che il sindaco pentastellato però non ha ben capito è che con la sua azione “precauzionale” non fa altro che alzare gli scudi contro una credenza e non su un’evidenza. Se tutti la pensassero come lui il progresso sarebbe ancora fermo all’età della clava o alla scoperta del fuoco. Perciò crediamo e pensiamo d’aver chiarito come non ci si possa arroccare sul baluardo del negazionismo ad ogni novità che provenga dal mondo tecnologico o che si debba guardare con diffidenza e chiusura verso ciò che non si conosce non capendo che a Porto Torres non servono lucchetti, servono prospettive di sviluppo e perciò disponibilità a cogliere tutto ciò che può supportare l’innovazione senza la quale Porto Torres continuerebbe a permanere in un endemico e sofferto isolamento rispetto al resto del territorio. Pertanto caro sindaco la esortiamo alla lungimiranza e non alla politica del lucchetto». Lo dichiarano i coordinatori cittadini di Porto Torres, Franco Satta e Rossana Carbone, contestano le decisioni del sindaco di Porto Torres sulla tecnologia 5G.
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