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Cor 2 settembre 2020
«Ospedale Civile declassato, Alghero al palo»
Secondo i consiglieri comunali di minoranza è questo il primo nefasto risultato del trasferimento dell’Ospedale Marino di Alghero all’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari avvenuto ieri, con voto segreto, in Consiglio Regionale. Niente fondi per il nuovo ospedale e incertezza generale
«Ospedale <i>Civile</i> declassato, Alghero al palo»

ALGHERO - Se il presidente del Consiglio regionale, l'algherese Michele Pais esulta e parla di «giornata storica» col passaggio dell'ospedale Marino all'Aou di Sassari, il giudizio che arriva da molti settori della politica locale è diametralmente opposto. E' il caso dei consiglieri comunali Gabriella Esposito, Pietro Sartore, Mario Bruno, Mimmo Pirisi, Valdo Di Nolfo, Ornella Piras e Raimondo Cacciotto che, senza giri di parole, parlano di «declassamento automatico» per l'ospedale Civile di Alghero.

«Gli ospedali di Alghero non potranno più essere, in modo autonomo, DEA di primo livello e si dovranno accontentare di essere ospedali di base oppure dovranno essere accorpati a Ozieri o a Sassari che invece ne mantengono autonomamente tutte le caratteristiche. Mancando ortopedia tra le discipline obbligatorie per ottenere il DEA di primo livello, il Civile di Alghero perde uno dei requisiti essenziali. Verrà declassato automaticamente. A poco valgono annunci in legge di protocolli e convenzioni che, evidentemente, restano buone intenzioni, ma inferiori nella gerarchia delle fonti al rango di legge. Senza ortopedia, non c’è primo livello e senza primo livello ci si dovrà accontentare di poche basilari discipline» sottolineano.

«Non solo - precisano - ma anche Ortopedia del Marino, robotica o meno, verrà declassata a struttura semplice, avendo già l’AOU abbondanza di strutture complesse. E questa è un’altra certezza in negativo. Essendo, tra l’altro, l’Ospedale Marino “Regina Margherita” trasferito interamente alla Università, incerta resta la collocazione di reparti incardinati o da incardinare di fatto o di norma, fino a ieri, al Marino. Oculistica, diabetologia, pneumologia, dermatologia, lungodegenza, che fine faranno? In legge non si è voluto scrivere niente. Tutto al caso. Mentre vi è la certezza che Cagliari, Sassari, Sanluri avranno i fondi per il nuovo ospedale, Alghero rimane al palo, nonostante le promesse».

«E’ questo il frutto di un emendamento blitz inserito in una legge che aveva obiettivi di funzionalità gestionali per la sanità sarda, avulso da ogni logica di programmazione, da ogni analisi seria, da criteri di uniformità. Accorpato in un emendamento e politicamente barattato col trasferimento del microcitemico alla Asl 8 o del “Businco” all’AOU di Cagliari, con logiche che con la politica sanitaria non hanno niente da spartire. Mentre le Università ottengono i posti letto che lo Stato non ha accordato. Tanto paga Alghero. A nulla è valso il Consiglio Comunale aperto che non ha pregiudizialmente detto no al polo di robotica, ma solo se subordinato al mantenimento contestuale in legge dei requisiti di DEA di primo livello per l’ospedale di Alghero, al mantenimento in legge delle discipline esistenti, all’inserimento nella stessa norma delle risorse per il nuovo ospedale. Carta straccia, nel silenzio complice del Sindaco» concludono amaramente Gabriella Esposito, Pietro Sartore, Mario Bruno, Mimmo Pirisi, Valdo Di Nolfo, Ornella Piras e Raimondo Cacciotto.
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