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Nicola Nieddu 13 febbraio 2008
Pippo Zani lo sportivo della settimana
Il portiere dell´Alghero Calcio ha dimostrato ancora una volta di essere un’autentica saracinesca
Pippo Zani lo sportivo della settimana

ALGHERO - Pippo Zani, 32enne portiere dell’Alghero calcio, è il personaggio sportivo della settimana. Sabato scorso, nell’anticipo giocato contro il Castelsardo, ha dimostrato ancora una volta di essere un’autentica saracinesca salvando il risultato in almeno tre occasioni. Con il suo arrivo , l’Alghero è diventato la difesa meno perforata del girone con 18 reti incassate. Merito, chiaramente di tutta la squadra, ma Superpippo ci ha messo del suo senza dubbio. Pippo Zani nasce a Bergamo in una famiglia di grandi appassionati di antiquariato, passione che ha poi contagiato anche lui. Nel curriculum di Zani nove stagioni nelle giovanili dell’Atalanta, tre delle quali come portiere di riserva in serie A. Pippo ha impresso nella mente, il momento emozionante del suo esordio nella massima serie avvenuto nel 1995 contro il Padova. La carriera del portiere bergamasco è passata anche attraverso Leffe e Teramo in C2, e otto stagioni con la Torres tra C1 e C2 dove era stato ribattezzato “l’eterno secondo”. La Torres lo ha voluto con se per tanti anni perché Pippo era un uomo simbolo che faceva da collante nello spogliatoio soprattutto nei periodi di crisi. Anche la scorsa estate, dopo la vittoriosa parentesi a Tempio, la società sassarese lo aveva richiamato ma a lui, di fare nuovamente il secondo non andava più bene così, è bastata una telefonata dell’amministratore delegato dell’Alghero Riccardo Giorico, e una chiacchierata con gli amici Francesco Zitolo e Antonio Papa per prendere la decisione di scendere nuovamente di categoria pur di giocare. Non solo ma ha lasciato una squadra prima in classifica in C2 per una che sino a tre mesi fa era ultima in serie D.

Una scelta coraggiosa, perché l’hai fatto ?
«Una domanda che tutti mi hanno fatto qualche mese fa. Non nascondo che ci ho pensato un po’ prima di dare la risposta definitiva. Diciamo che mi hanno convinto Zitolo e Papa con i quali ho giocato nella Torres in C1, i quali mi avevano detto che la squadra c’era e cha avevano bisogno di trovare coraggio nei propri mezzi».

Strano destino … vai via dalla Torres, prima in classifica in C2, per l’Alghero ultimo in D. Ora l’Alghero è terzo in classifica, mentre la Torres è in crisi. Sarai veramente un porta fortuna oppure … ?
«Diciamo che è stato un caso anche se sono in molti a dirlo. Però sono convinto che la Torres si riprenderà. L’Alghero, invece, ha ritrovato se stessa. Più convinzione, coraggio, maggiore serenità. Ho lasciato la Torres dove per tanti anni mi sono trovato bene. Questa volta ho voluto pensare più a me stesso, scegliendo una squadra dove avrei potuto giocare titolare e non solo come uomo spogliatoio».

Una domanda banale che molti in tribuna si sono posti, perché i capelli biondi ?
«Una scommessa con i miei compagni di squadra. Li terrò così sino a fine stagione poi ritornerò al mio amato brizzolato per la gioia anche di mia moglie Monica».

Facciamo un passo indietro e parliamo della tua carriera , Rimpianti o rimorsi ?
«Il rimpianto più grande è non aver avuto la possibilità di dimostrare potenzialità alla Torres. Ho ancora tanti anni davanti, posso dare tanto. Oggi non ho più rimpianti. Giocare in una società importante come l’Alghero, è per me motivo di orgoglio».

Cosa è per te il calcio ?
«Un lavoro nato come passione. Credo tanto in quello che faccio e questo mi ha sempre aiutato molto nella vita. Quello che auguro a tanti giovani è proprio quello di riscoprire i valori della vita e ricordare che senza sacrifici e passione non si va da nessuna parte».

Cosa fai nella vita privata, oltre il calcio ?
«Mi dedico alla passione per l’antiquariato. Mi piace leggere libri, soprattutto romanzi, e ascoltare la musica italiana».

Se non fossi stato calciatore, cosa ti sarebbe piaciuto fare ?
«Sicuramente il lavoro che fa la mia famiglia, il restauratore di mobili antichi. Mio padre Giuseppe e mio fratello Francesco hanno un laboratorio a Bergamo, mia mamma Nicoletta, invece, è molto abile nel nostro punto vendita di antiquariato. Tra l’altro so fare questo lavoro e, quando ho tempo libero, lo faccio volentieri».

Sei originario di Bergamo ma da dieci anni vivi in Sardegna, non ti manca la tua terra ?
«Qua sto benissimo, ho tanti amici e poi ho la mia stupenda moglie Monica che ho sposato quattro anni fa. Insieme abitiamo a Ossi, un paesino tranquillo lontano dal caos cittadino dove mi rilasso. Della mia Bergamo mi mancano, ovviamente i genitori e i familiari che vado a trovare spesso».

Parliamo di questo Alghero, terzo in classifica dopo una straordinaria cavalcata di tredici risultati utili consecutivi. Dove può arrivare questa squadra quando ancora mancano undici gare alla conclusione della regular season ?
«Sarebbe bello dire che puntiamo ai play off. Però la coscienza ci impone di stare, giustamente, con i piedi per terra. Se riuscissimo a dare continuità anche nelle prossime tre partite, allora potremmo sbilanciarci. Adesso occorre raggiungere quota 42 punti. Nove punti non sono tanti in undici gare, è vero, però meglio restare umili e non volare alto».

Qual è la vera forza dell’Alghero ?
«Che ha un gruppo fantastico. Sembra banale dirlo, tra compagni di squadra si è instaurato un rapporto che va oltre l’amicizia. Ci vogliamo, veramente, tutti bene e questo è un fattore fondamentale. Credo sia questo un punto di forza enorme. La dirigenza è seria ed è sempre vicina alla squadra. Tra ragazzi usciamo tutti insieme, non ci sono gruppetti con invidie o antipatie. Assolutamente. L’Alghero è una vera squadra che da delle basi per poter ripartire molto bene la prossima stagione e programmare davvero in grande».

Nella foto Pippo Zani
13:00
Mauro Giorico e Bruno Mariotti, ora allenatori dell’Alghero e della rappresentativa del Vaticano, sono stati ospiti del Sindaco Raimondo Cacciotto con il Vicesindaco Francesco Marinaro e l´Assessore Raniero Selv



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