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L.P.
15 luglio 2009
Caos Petrolchimico, Meloni attacca
Il vicepresidente della commissione industria chiede rispetto per i sardi e maggiore serietà da parte del Governo. «Cappellacci chieda scusa»

CAGLIARI - «Berlusconi dovrebbe sapere che a tutto c’è un limite. C’è un limite anche alla nostra sopportazione: il Presidente del Consiglio non può continuare a prendere in giro migliaia di lavoratori e l’intera Sardegna. Le sue parole – con la richiesta all’Eni di non dare esecuzione alla già annunciata chiusura degli impianti di Porto Torres – sono infatti le stessa nenia che lui e il ministro Scajola ripetono da mesi, senza produrre alcun effetto concreto.»
Queste le parole del Consigliere Regionale del Pd Marco Meloni sulla crisi industriale che attraversa l’isola, di tutt’altro tenore rispetto al pensiero espresso dal capogruppo in Consiglio Regionale del Pdl Mario Diana.
«La verità è una sola, accusa Meloni, Berlusconi ha ingannato i cittadini sardi in campagna elettorale, e non sa come uscirne. Quanto a Cappellacci, gli ricordiamo che la “grandiosa manifestazione” di venerdì scorso – alla quale peraltro egli non ha partecipato – era in realtà uno sciopero dei lavoratori dell’industria, per ottenere dal Governo il rispetto degli impegni che non sta mantenendo.»
Meloni invita Cappellacci a pretendere dal Presidente del Consiglio maggiore serietà e rispetto per i sardi, si assuma le responsabilità e chieda scusa ai cittadini sardi per le bugie e le false promesse con le quali entrambi hanno inquinato la campagna elettorale
«Chiediamo risultati concreti e immediati, conclude il vicepresidente della commissione industria, per cominciare, l’annullamento della decisione dell’Eni di chiudere gli impianti di Porto Torres, impegni effettivi e risorse per il rilancio delle produzioni, la restituzione delle centinaia di milioni di euro per le bonifiche che il Governo ha sottratto alla Sardegna nei mesi scorsi».
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