Giornata decisiva per le sorti della chimica in Sardegna. Se dall’incontro di questo pomeriggio a Roma non dovesse scaturire la revoca del provvedimento di chiusura del cracking, ci sarà una presa di posizione forte da parte di tutto il mondo politico sardo, Cappellacci in testa
ALGHERO – Giornata decisiva per le sorti della chimica in Sardegna. Se dall’incontro di questo pomeriggio (martedì 21 luglio) a Roma con il ministro Claudio Scajola e l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni, non dovesse scaturire la revoca del provvedimento di chiusura del cracking, ci sarà una presa di posizione forte da parte di tutto il mondo politico ed economico sardo, Cappellacci in testa, come già annunciato dal Governatore.
Intanto il presidente della Provincia di Sassari Alessandra Giudici,i sindaci e i rappresentanti di categoria del nord Sardegna minacciano le
dimissioni in massa e invitano consiglieri regionali e parlamentari isolani a fare lo stesso. Per ora il fronte unitario sardo tiene e va avanti nella protesta, al di là degli schieramenti politici.
Renato Soru e qualcuno dell’opposizione non è convinto dalla linea condivisa, teme capovolgimenti di sorta da parte del PdL nei confronti del governo "amico". Ma è dall’ex ministro dell’esecutivo Berlusconi, Beppe Pisanu, che arriva il messaggio più forte verso Cappellacci, invitato a schierarsi "se necessario", anche contro il Premier.