|
A.B.
30 luglio 2009
Tagli al Mezzogiorno: Intervengono i sindacati
I vertici regionali di Cgil, Cisl e Uil, intervengono sul dibattito in corso, riguardante le risorse sullo sviluppo dell’Italia meridionale

CAGLIARI- Prosegue il dibattito sui tagli al Mezzogiorno e sulle possibili risorse da impiegare per lo sviluppo della parte meridionale della nazione. Sull’argomento, sono intervenuti i vertici della “Cgil”, “Cisl” e “Uil”, che hanno ribadito con forza, soprattutto due punti nevralgici.
Per prima cosa, va infatti ricordato come, «nel 2008 e nei primi mesi del 2009 le risorse del “Fondo Aree Sottoutilizzate” della programmazione 2007/2013 sono state oggetto di diversi interventi. Sono state operate riduzioni e preallocazioni rispetto allo stanziamento “Fas 2007/2013”, accorpando la quota nazionale Fas in tre fondi e riprogrammando una quota del “Fondo Sociale Europeo” e del Fas per finalità di sostegno al reddito».
In seconda analisi si sottolinea come, «anche per questi motivi, ma pure per la drammatica situazione economica e sociale in cui versano il meridione e le isole, è necessario non ridurre le risorse destinate allo sviluppo, ma anzi incrementarle in una strategia coordinata per la crescita economica, il lavoro e le tutele sociali».
«In relazione al dibattito in atto a livello nazionale circa gli stanziamenti per lo sviluppo del Mezzo-giorno – proseguono i rappresentanti delle tre sigle sindacali - è importante ribadire che, particolarmente in questa fase, è necessario non ridurre le risorse destinate alle regioni del Sud. Questo vale naturalmente anche per la Sardegna, dove somme importanti devono essere spese per le infrastrutture, la sanità, i trasporti e la continuità. In questo contesto, un ruolo rilevante ha il “Par-Programma attuativo regionale” del Fas, che è lo strumento di programmazione delle risorse per le aree sottoutilizzate della Regione Sardegna. Par che contiene per il periodo 2007-2013 ben duemiladuecentosettantottomilioni di euro, risorse importanti che vanno a sommarsi a quelle del bilancio regionale ed a quelle della programmazione comunitaria, all'interno della cornice del “Dup-Documento Unitario di Programmazione”».
A fronte di tali risorse, appare necessaria una forte iniziativa politica nei confronti del Governo finalizzata allo sblocco degli stanziamenti per tutte le regioni del Mezzogiorno, compresa la Sardegna. Ma, nel contempo, è necessario che la Regione proceda con la massima urgenza sia nella fase di programmazione delle risorse (a partire proprio dalla ripresentazione del Par), sia in quella delle spendita delle risorse già programmate. E' questo il caso dei fondi comunitari per il 2007-2013, per i quali, a due anni e mezzo di avvio del programma, il rischio di disimpegno automatico e della conseguente restituzione di parte delle risorse a Bruxelles, è attualmente elevatissimo.
«Dopo anni di blocco della spesa – concludono - è necessario ripartire e dare una forte accelerazione alla programmazione degli interventi e, soprattutto, all'attivazione di tutti i meccanismi di spesa, a partire da quelli di infrastrutturazione».
|