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Fabio Fogu
27 maggio 2005
Rossella Soriga, personaggio sportivo della settimana
Ha allenato l’Alghero Calcio femminile nel campionato di serie B nazionale. Un’avventura conclusa con una tranquilla salvezza ma dopo mille difficoltà economiche

ALGHERO - «Beata incoscienza, oggi forse ci penserei un po’ di più». Ma la passione per il calcio e la voglia di ricominciare tutto da capo con la stessa determinazione non impediranno a Rossella Soriga di rimanere sulla panchina della Femminile Alghero anche nella prossima stagione. Tante le porte chiuse in faccia al momento del bisogno, pochi gli sponsor disposti a scommettere sulla sua squadra ma alla fine i risultati le hanno dato ragione.
Una società tutta al femminile per un’avventura sconosciuta. Il primo campionato nazionale nella storia dell’Alghero calcio femminile. Ne è valsa la pena?
«Sì, ma abbiamo avuto tante difficoltà, soprattutto dal punto di vista economico. Eravamo impreparate per quel che riguarda l’aspetto organizzativo. Non sapevamo a chi chiedere contributi e come trovare gli sponsor. Siamo davvero partite senza avere idea di cosa ci aspettasse».
La realtà dei fatti poi non ha tardato a farsi incontro?
«Infatti. Tutti ci hanno chiuso la porta in faccia, tanti sponsor ci avevano assicurato un sostegno e invece quando abbiamo avuto bisogno hanno fatto finta di non conoscerci. Solo l’assessore allo sport Antonello Muroni ha creduto nella nostra società e ci è stato vicino tutto l’anno».
Ma se nessuno vi ha sostenuto come avete fatto a concludere il campionato?
«Un’agenzia di viaggi ci ha fatto credito per tutte le trasferte e poi quando ad aprile ci sono arrivati i soldi della Regione abbiamo restituito quanto gentilmente ci era stato anticipato. Per il resto siamo andate avanti con tanti sacrifici, ma alla fine ci siamo tolte qualche soddisfazione».
Una salvezza tranquilla non è poi male per l’esordio in serie B
«Assolutamente, anche se qualche punto in più e una posizione di metà classifica non sarebbe stata immeritata. Ho allenato una squadra giovane. Accanto ad alcune giocatrici di esperienza, per un periodo ci ha aiutato anche Isabel Pareco (ex giocatrice della Torres ndr) ma in rosa ci sono anche ragazze molto giovani. La più piccola ha 14 anni».
Quindi per la prossima stagione puntate ad altri obiettivi?
«No. Non vogliamo vincere, vogliamo fare bella figura e andare avanti a piccoli passi. Il prossimo anno ripartiremo con la stessa grinta e con la stessa determinazione. La prossima stagione forse cambieremo girone e non saremo costrette a fare trasferte in Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto. Per quanto riguarda l’organico cercheremo di portare qualche ragazza sarda con più esperienza».
Altre ambizioni?
«Spero che qualcuno in città si accorga di noi e ci dia la giusta considerazione. Le nostre gare interne sono passate quasi inosservate. Si può dire che non abbiamo avuto pubblico. Pensi che l’incasso delle nostre gare casalinghe è stato interamente devoluto in beneficenza. La cifra non gliela dico, è talmente irrisoria! Basti pensare che quando è venuta la nazionale under 15 per disputare un’amichevole contro la mia squadra abbiamo raggiunto un incasso di 7 euro».
Magari si avvicinerà alla squadra anche qualche ragazza di Alghero?
«È fondamentale. Dal prossimo anno è obbligatorio avere la secondo squadra. Dobbiamo creare ex novo una squadra giovanile. Il fascino del calcio tra le ragazze algheresi c’è. Già quest’anno abbiamo avuto delle nuove iscrizioni ma poi molte non hanno la costanza di continuare. Un vero peccato perché avrebbero la possibilità di giocare anche nel campionato nazionale».
Nella foto: Rossella Soriga
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