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Antonio Sini
23 settembre 2005
La carica dei 50.000 dilettanti dal 25 Settembre sui campi della Sardegna
Si metterà per strada un esercito di calciatori pronti ad inseguire una palla “magica”, l‘unica realtà genuina, sana e non ancora contaminata. Ad Alghero otto squadre

ALGHERO - Un esercito di calciatori si muoverà per la Sardegna, da Nord a Sud, tutte le province, le maggiori città e le piccole realtà di periferia scenderanno in campo. E’ la piccola industri Sarda del calcio dilettantistico, un business di grandi proporzioni, un giro di milioni euro ragguardevole. E la crisi non si conosce. La pedata domenicale è più consueta che andare in Chiesa, il pallone entra nelle case dirompente, muove sentimenti, passioni, e affari. La prima a farli è la Federazione che incassa le iscrizioni delle squadre, i tesseramenti dei giocatori, poi le società, che muovono un indotto imponente. Si pensi alle attrezzature, ogni anno nuove fiammanti, sacche, scarpette (almeno due paia per giocare e una per lavorare), tute, giacconi scaccia acqua, magliette da lavoro e per la Domenica, divise, rimborso spese per i giocatori (non si chiamano stipendi!), insomma un business. Il fenomeno lo vediamo anche in città, dove in una realtà di poco meno di 40.000 abitanti ruotano una squadra in interregionale di serie D, fuori dalla conta, poi una squadra in Eccellenza, il La Palma, due in prima categoria, il Fertilia e il Loretella, e due in seconda, l’Audax e il Tres Elighes di Villa Assunta-Baratz. Poi arrivano quelle in terza categoria, San Marco di Fertilia, , Maristella ora è certo anche la Pietraia avrà la sua squadra. A ben vedere una dispersione di forze economiche di uomini e di risorse che lascia attoniti. Alghero avvinghiata dalla crisi economica, dalla disoccupazione, non conosce crisi nel calcio, dove le squadre, in controtendenza con l’humus economico, crescono e sono forti. Il La Palma lo scorso anno spese un pacco di migliaia di euro, si parla di non meno di 200.000; in quattro anni di gestione che la portarono dalla prima categoria all’Eccellenza, si parla di un costo e di una cifra iperbolica (per il settore), il Fertilia si attestò intorno al centinaio di migliaia di €uro, mentre il Loretella vinse il campionato a sorpresa con 25.000 €uro di spesa. L’Audax pur investendo discrete risorse, non riuscì a fare il salto di categoria. A galla rimangono le società forti, e quando non se ne può più, si molla tutto, è il caso del La Palma passata di mano e militante in Eccellenza Regionale , l’operazione pare sia costata una cinquantina di migliaia di euro. Ad Alghero se si potessero unire le forze in campo ci sarebbero disponibili tante, ma tante migliaia di euro da poter far fare alla città capolino fra i professionisti a livello di terza serie nazionale. E’ un discorso vecchio,tritto e ritritto, dove alla fine le realtà presenti “vivono” grazie a figure di spicco del mondo imprenditoriale, uomini che gestiscono attività nel commercio, nell’edilizia, e nello sport “investono” per passione e per un ritorno d’immagine, non certo per incrementare le loro vendite nei settori di pertinenza.
I cinquantamila dilettanti del calcio sardo iniziano domenica 25 Settembre, si parte con i campionati di Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda categoria. Poi spetterà alla Terza, ai campionati giovanili, al calcio donne e al calcio a cinque. Insomma si metterà per strada un esercito per indossare calzoncini corti e inseguire una palla “magica”, che distoglie dai pensieri, diverte, e non si sgonfia mai, almeno fra i dilettanti, l ‘unica realtà genuina, sana e non ancora contaminata nella sua totalità, dove il sudore sa ancora di salato, il muscolo non è “scolpito”, la fatica è vera e la pedata è forte solo se c’è forza fisica naturale.
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