|
Red
20 novembre 2013
Depuratori distrutti: rischio acqua potabile| Foto
20 depuratori devastati e 6 potabilizzatori fuori uso. Sono gli effetti del ciclone che rischiano di trasformarsi in una catastrofe ambientale. Le immagine del disastri di Abbanoa
ORISTANO - Depuratori e potabilizzatori invasi dalla marea di fango e acqua, alcuni impianti di sollevamento bloccati da black out elettrici e parti di condotte spazzate via dalle esondazioni, il sistema fognario intasato a causa dell'ingorgo di raccolta di acque bianche e nere. E' la situazione di emergenza sulla rete idrica in Sardegna dopo il passaggio del ciclone Cleopatra che ha causato 16 morti e 1 disperso nell'Isola. Lo denuncia il gestore idrico isolano, Abbanoa, che mette in guardia sul possibile rischio di potabilità delle acque.
Tutte le squadre di pronto intervento della società idrica sono impegnate nelle riparazioni e nel ripristino della funzionalità delle reti. L'emergenza più grave a Dorgali e Oliena, nel Nuorese, dove la condotta che alimenta i due paesi è stata spazzata via dalla forza dell'acqua. Sempre a Oliena una delle poche sorgenti naturali, quella di Su Gologone, si trova sott'acqua per la piena del fiume Cedrino.
In tilt i depuratori di Padru, Olbia e Arzachena, in Gallura, a Bitti e Orgosolo, nel Nuorese, e Palmas Arborea nell'Oristanese. A Olbia è anche saltato l'impianto di sollevamento fgnario di Baratta per l'esondazione del canale adiacente. Difficoltà e blocchi nei collettori fognari a Torpè, Posada, Masullas e Siniscola nel Nuorese, a Tramatza e Solarussa nell'Oristanese e Pimentel nel Cagliaritano, dove è stato riparato a tempo di record il potabilizzatore di Simbirizzi che approvvigiona gran parte dell'area metropolitana. Problemi anche negli acquedotti di Perdasdefogu, Escalaplano, Sadali ed Esterzili. A rilento, invece, il potabilizzatore di Jann'e Ferru che serve gran parte del Nuorese.
|