Il Movimento Omosessuale Sardo rivolge un appello alla direttrice della clinica Malattie Infettive di Sassari chiedendo «di rimettere la querela»
SASSARI - La scorsa estate il Movimento Omosessuale Sardo (Mos) aveva denunciato ai carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni e Sanità (Nas), le gravi condizioni igienico sanitarie in cui versava l’ambulatorio della Clinica delle Malattie Infettive dell’Università di Sassari, puntando specialmente il dito contro lo stato di degrado degli Infissi e la presenza di residui organici, scarafaggi e ratti, nei locali adibiti ai prelievi e alle visite ambulatoriali [
LEGGI]. A tale accusa, immediatamente dopo i sopralluoghi del Nas e successivamente alla disinfestazione dei locali, la direttrice della Clinica aveva risposto con una querela, presentata al Tribunale di Cagliari, convinta di essere stata vittima di «un attacco personale».
Ad essa, ha fatto seguito a dicembre, il rinvio a giudizio e a febbraio, la fissazione della prima udienza. L’avvicinarsi di tale data, ha portato oggi il Movimento Omosessuale Sardo a rivolgere un appello alla direttrice Mura e a chiedere lei «di rimettere la querela» così da evitare «dispendiosi viaggi a Cagliari, oltre che il costo della difesa che, come si sa - ha aggiunto il Mos - sarà a nostro carico anche in caso di vittoria, poiché mai, e in nessun caso, è stata nostra intenzione offendere nessuno, ma semplicemente salvaguardare la salute e anche la dignità delle centinaia di pazienti della Clinica, così come del personale medico ed infermieristico, costretti a lavorare in condizioni spesso inaccettabili».
«La nostra voleva essere una denuncia pubblica del degrado in cui, ancora oggi, si trova la Clinica - ha spiegato ancora il Mos - simbolo della perdurante emarginazione/discriminazione che ancora oggi subiscono le persone sieropositive e pensavamo che la professoressa Mura, con tutta la Clinica, sarebbero stati al nostro fianco. Forse anche con un chiarimento pubblico circa le responsabilità politiche e amministrative dell'odissea della Clinica di Malattie Infettive durata più di vent'anni».
Speranzosi dunque in un ripensamento, da parte di colei che sta a capo dell’unico centro di riferimento di tutto il Nord Sardegna per le malattie infettive e parassitarie, i membri del Mos concludono dicendo: «Mai avremmo immaginato che si potesse arrivare a denunciare l'unica associazione che per vent'anni si è occupata di Aids, dentro e fuori dalla Clinica di Malattie Infettive. Tutti i soldi che spenderemo in questo assurdo processo saranno soldi tolti alla lotta all'Aids, all'informazione, alla prevenzione e al sostegno delle persone sieropositive».