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Antonio Sini
28 marzo 2006
Toti Columbano: «Il La Palma diventerà la squadra di Alghero»
Il Presidente della squadra che milita nel campionato di Eccellenza annuncia grosse novità nel caso rimanga alla Presidenza del sodalizio il prossimo anno. Il La Palma cambierà nome, diventerà la squadra della città di Alghero

ALGHERO - Una chiacchierata con Toti Columbano, Presidente del La Palma Alghero, alla fine della gara persa dai ragazzi Algheresi per 2 a 0 contro il Ghilarza, in casa. Un Columbano a cuore aperto, schietto come sempre, non tergiversa, dice quello che pensa, a costo di essere impopolare. Ma lui ad andare controcorrente è abituato, fa parte della sua persona, del suo modo d’essere, così nel calcio come nella vita. Nelle sue parole si leggono l’amarezza, per la gara persa, e una proposta nuova per il La Palma di domani.
Presidente una battuta sulla gara persa?
«Due squadre in difficoltà in classifica, una delle due ha tirato fuori gli attributi, a dimostrato che con questi si possono vincere anche le partite, cosa che non abbiamo saputo fare noi, purtroppo, sia pure in una situazione di emergenza, con alcuni infortunati e alcune assenze, anche noi avremmo dovuto tirare fuori la grinta, probabilmente forse avremmo portato a casa il risultato. Il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio».
Presidente questa squadra sino a oggi ha fatto un percorso che la soddisfa a no?
«Beh, diciamo che non mi soddisfa sotto certi aspetti, perché le aspettative iniziali erano diverse, c’è da dire che la squadra strada facendo, è stata smantellata, certi giocatori non sono più con noi, rispetto all’inizio del campionato è più debole».
Il cambio di allenatore ha giovato molto?
«Il cambio di allenatore è stato molto vantaggioso, devo dire che a me è dispiaciuto moltissimo poiché Jonny Manunta è stato un ragazzo molto serio e corretto, è stato lui ad affermare che era necessario dare uno scossone alla spogliatoio, lo scossone lo abbiamo dato con l’arrivo di una persona di grande esperienza come Angelino Fiori, i risultati sono arrivati. Ogni tanto subiamo dei black out che ci portano a perdere delle partite importanti come questa contro il Ghilarza, tenendo conto che ci aspettano quattro partite difficilissime, contro Castelsardo, Budoni, Tempio e Selargius».
Ma il cammino che ha fatto sino a oggi il La Palma la soddisfa o deve recriminare su qualcosa?
«C’è da recriminare per quello che è stato all’inizio del campionato…».
Ma lasciamo quello che è stato, pensiamo a quello che è, il la Palma è vicina alla salvezza…
«La salvezza matematica ancora non c’è, ci servono ancora quattro punti, io spero di farli in queste quattro partite».
Al posto di essere tranquillo è amareggiato, come mai?
«Sono amareggiato perché avrei voluto vedere una squadra dall’inizio più grintosa, dall’inizio più attenta, come lo è stata per 20-25 minuti nella prima frazione di gioco. Probabilmente se noi li avessimo pressati come avevamo fatto, probabilmente il risultato sarebbe stato nostro».
Ma può essere Presidente che Lei sia troppo esigente?
«No, non sono esigente, io sono una persona che capisce benissimo le difficoltà in cui noi ci siamo mossi, perché abbiamo preso una Società in corso d’opera, abbiamo dovuto cercare di mettere su una squadra alla bell’e meglio, ci sono state difficoltà con i giocatori che hanno ruotato, difficoltà che poi sono state superate con il cambio di allenatore. Abbiamo iniziato a non perdere, cosa non di poco conto, poi tre risultati utili che ci hanno tolto dalle sabbie mobili, però oggi non possiamo dire di essere fuori dalle sabbie mobili, se la classifica rimane questa ne usciremmo fuori, me lo auguro».
Non fa impressione vedere tanta gente, tifosi avversari, nel campo di Santa Maria e pochi tifosi del posto?
«Senz’altro, sembrava d’essere fuori casa, in tribuna mi sembrava di giocare a Ghilarza».
Non sembra che il La palma sia abbandonata dai suoi cittadini residenti in questa borgata?
«Io, sotto questo aspetto posso dire, secondo me, che il La Palma non deve essere la squadra della Borgata, io non so cosa succederà l’anno venturo, ma sicuramente, questo lo do per certo, se io sarò il Presidente del La Palma nel 2006-07 non si chiamerà più La Palma, ma cambierà nome, diventerà la squadra della città di Alghero. La Palma, non può essere una squadra di Borgata, poi chiaramente dipende dalle risorse che riusciremmo a trovare, dai compagni di viaggio e dalla gente che ci vorrà seguire. Io ritengo che rimanere squadra di Borgata come mentalità, non porti da nessuna parte».
Chi ha orecchie per sentire intenda, perché il Columbano pensiero non è nato ieri, ma è il frutto di un ragionamento condiviso all’interno dell’attuale dirigenza.
Nella foto il Presidente del La Palma Toti Columbano
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