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Antonio Burruni
6 aprile 2006
Una matricola in paradiso
Il Loretella, alla prima stagione nel campionato di Prima Categoria, si salva matematicamente a tre giornate dalla fine. Un entusiasta presidente Conoci divide i meriti tra tutti i giocatori della rosa

ALGHERO - Questa volta, per la rubrica “Lo sportivo della settimana”, fari puntati non su un singolo atleta, ma su un’intera squadra: il Loretella. La squadra di Sa Segada, all’esordio in Prima Categoria evita la palude dei play-out salvandosi tre giornate prima della fine del torneo. In rappresentanza della compagine è il presidente Mario Conoci, esordiente alla guida dal sodalizio, a rispondere alle nostre domande.
Prima di tutto, cosa l’ha spinta a diventare presidente di una squadra di calcio e perche’ la scelta e’ caduta proprio sul Loretella?
La scelta è dovuta a degli amici che avevano dei contatti con il Loretella (l’ex giocatore Stefano Caria ed il suo collega Andrea Delogu) con cui condividiamo la passione per il calcio. Quando la vecchia dirigenza ha deciso di abbandonare, Caria e Filippo Marrosu hanno cercato nuove persone. Siamo fondamentalmente un gruppo di amici che si conoscono dai tempi del liceo. Non volevamo che il Loretella venisse meno proprio nel momento del suo massimo traguardo, la promozione in Prima Categoria.
Per una matricola, salvarsi in anticipo e’ una bella soddisfazione.
Sinceramente puntavamo alla salvezza senza fare i play-out, ma non pensavamo di poterla raggiungere con tre giornate d’anticipo. È una grande soddisfazione, è un traguardo raggiunto mantenendo il gruppo storico, rafforzato da qualche innesto durante la stagion, ma conservando l’antico spirito e valorizzando alcuni under 18 venuti qui in prestito, per esempio dal La Palma (Stefano Salvatore e Giampiero Galleri). Abbiamo raggiunto gli obbiettivi, perché non abbiamo dovuto fare spese folli, abbiamo tenuto il bilancio in equilibrio ed abbiamo valorizzato giovani locali.
Ha mai temuto seriamente di tornare in seconda categoria?
Temuto seriamente no, però abbiamo pensato che sarebbe potuto succedere se non avessimo combattuto. Il Pattada è subito diventata la retrocessa predestinata, ma noi siamo stati lungamente in bilico con la zona play-out. Era un rischio ed abbiamo passato sicuramente momenti di crisi, superati grazie alla volontà dei ragazzi.
Alcuni infortuni (per esempio, quello di Leonardo Tilloca) hanno rischiato di rovinare il lavoro di tutta la stagione.
Abbiamo pagato molto in questa stagione in termini di infortuni. Tre gare fa si è infortunato gravemente Leonardo Tilloca, capitan Bazzano ha giocato, forse, metà stagione. Altri infortuni hanno riguardato Moccia, prelevato dal Fertilia, il nostro centravanti titolare Angioi, Federico Cugia, Carboni, Sergio Dore (elemento di categoria superiore, che ci ha fatto fare un salto di qualità nel girone di ritorno). Pensavamo fosse un problema di adattamento al sintetico di Santa Maria La Palma, invece è dimostrato che ci si infortuna di più sulla terra battuta. E’ stata proprio un’annata sfortunata da questo punto di vista. Ma chi ha sostituito gli infortunati ha dimostrato di non essere delle riserve.
Proprio Ippoliti, che e’ arrivato per sostituire Angioi, rimarra’?
Ippoliri è arrivato dal Sassari nel nostro momento peggiore, scambiandolo con Congiu e risolvendoci molti problemi in attacco. E’ un giocatore da categorie superiori e puntiamo a farlo rimanere.
Gigi Nuoto sara’ l’allenatore del Noretella anche per la prossima stagione?
Gigi Nuoto è intoccabile. Si diceva che le sue esperienze passate lo avrebbero portato ad un allontanamento, ma non è così. Tra noi c’è amicizia ed abbiamo trovato una sintonia che ci ha portato ad ottenere questo risultato.
Quali sono i programmi e gli obbiettivi per la prossima stagione?
L’obbiettivo di partenza è rimanere in questa categoria. Vogliamo soprattutto costruire una società più forte, facendo degli accordi con le scuole calcio algheresi, in modo da avere una squadra allievi ed una juniores. Così avremmo un ricambio naturale di giovani, allargando la rosa della prima squadra, dando un ulteriore sbocco a ragazzi di Alghero, che magari non riescono a trovare spazio nelle squadre di categoria superiore. E’ un lavoro di prospettiva. Ci apriremo naturalmente anche a tutti i ragazzi del territorio.
Problema-campo. l’anno prossimo dove giocherete in casa?
Abbiamo tenuto molto a rimanere a Sa Segada, essendo quel campo costruito su un terreno ottenuto dall’Ersat grazie al lavoro della vecchia .dirigenza. Ora il campo è passato al Comune. Vorremo continuare ad allenarci li, ma l’impianto va potenziato. Ci vorrebbero tribune ed una nuova recinzione. E’ un campo che può tornare utile anche ad altre società del territorio. Come campo per le gare ufficiali dovremmo comunque rimanere a Santa Maria La Palma.
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