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Marco Tedde 10 marzo 2016
L'opinione di Marco Tedde
Caporetto per la Sanità del territorio
<i>Caporetto per la Sanità del territorio</i>

La seconda delibera di Pigliaru e Arru sulla riorganizzazione ospedaliera conferma la nefasta volontà della Giunta Regionale di ridimensionare la sanità di Alghero, Ozieri, Ittiri e Thiesi. Per Alghero e Ozieri viene coniato il cacofonico acronimo Nror (Nodo Rete Ospedaliera Regionale), privo di seri riferimenti normativi, che in teoria dovrebbe consentire il mantenimento delle attuali discipline con qualche aggiunta, ma in pratica serve a tenere in un limbo la sanità di questi territori per sottoporli ad un mortificante monitoraggio che all’orizzonte vede ulteriori declassificazioni.

Continuiamo a non capire perché San Gavino Monreale ed il Sulcis Iglesiente siano candidati ad avere un presidio di primo livello, nonostante possiedano un bacino d’utenza inferiore a quello di Alghero–Ozieri, con tutte le discipline previste per questa classificazione, e Alghero-Ozieri vengano penalizzate con l’utilizzo di acronimi incomprensibili. E non comprendiamo perché San Gavino abbia ricevuto oltre 68milioni di risorse per la realizzazione di un nuovo ospedale sulla base del medesimo piano di fattibilità di quello di Alghero e invece la cittadina catalana rimanga al palo nonostante l’Amministrazione cittadina di centrodestra qualche anno fa individuò l’area, approvò la necessaria variante urbanistica e si attivò per ottenere le risorse per il piano di fattibilità. E’ una vera e propria beffa.

Questo pericoloso ridimensionamento della sanità di Alghero e Ozieri è poi aggravato dalla dequalificazione dell’efficiente Centro Trasfusionale di Alghero a semplice Emoteca. Un atto sconsiderato, che viene posto in essere mentre ad Alghero le donazioni di sangue hanno avuto un incremento del 300percento, in parallelo è aumentata la produzione di plasma per emoderivati e viene offerta al territorio una assistenza sempre più efficace ed efficiente. L’attività del Centro Trasfusionale algherese, col quale collabora in modo proficuo l’Avis, non solo garantisce gli interventi chirurgici e trasfusionali del nosocomio, ma fornisce sangue ad altre Asl della Sardegna. La “degradazione sul campo” del Centro trasfusionale in Emoteca, di fatto punisce gli ambiziosi obbiettivi raggiunti, penalizza fortemente i degenti e gli assistiti e avvilisce e scoraggia i tanti generosi donatori.

Nel frattempo, a Lanusei, il cui territorio conta solo 58mila utenti, viene assicurato il Servizio Immunotrasfusionale, mentre questo servizio viene negato al territorio di Alghero che ha un bacino di utenza molto più ampio. Ciò comporterà una esponenziale riduzione dei flussi donatori e dei quantitativi di sangue. Oltreché migrazioni di pazienti verso strutture ospedaliere di altre regioni e acquisto di sangue fuori dalla Sardegna, con notevoli disagi per i pazienti e aggravio di costi per la Regione. Insomma, si profila una vera e propria “Caporetto” della sanità del territorio alla quale la politica più responsabile deve opporsi con impegno e vigore.

* vicepresidente del gruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale
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