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Mariangela Pala 31 marzo 2017
«Sulla Tari decisione arbitraria»: opposizione lascia l’aula
Sulla tassa dei rifiuti è scontro tra maggioranza e opposizione a Porto Torres. I consiglieri di minoranza lasciano l’aula al momento del voto, e le modifiche al Regolamento per la disciplina della Tari e le tariffe per l’applicazione della tassa sui rifiuti vengono approvati con 12 voti favorevoli dalla maggioranza pentastellata
«Sulla Tari decisione arbitraria»: opposizione lascia l’aula

PORTO TORRES - Sulla tassa dei rifiuti è scontro tra maggioranza e opposizione. I consiglieri di minoranza lasciano l’aula al momento del voto, e le modifiche al Regolamento per la disciplina della Tari e le tariffe per l’applicazione della tassa sui rifiuti vengono approvati con 12 voti favorevoli dalla maggioranza pentastellata. Dall’altra parte un solo astenuto: il consigliere Claudio Piras. La spaccatura tra i due schieramenti si era palesata sin da subito quando dagli scranni dell’opposizione viene più volte sottolineata l’ arbitrarietà e i ritardi con cui la documentazione è stata consegnata ai consiglieri, «senza possibilità di riflettere e proporre emendamenti su atti che incidono sulla comunità».

Una commissione congiunta Bilancio e Ambiente è stata convocata giovedì, 24 ore prima della seduta del consiglio chiamato ad approvare le tariffe Tari che confermano per le utenze domestiche circa 264 euro annui per i nuclei familiari di 6 o più componenti su un appartamento di circa 80 metri quadri. «Un solo giorno per esaminare gli atti, un sopruso - dice il consigliere Pd Massimo Cossu – ci state imponendo un regolamento propedeutico all’approvazione delle tariffe senza rispettare i tempi. Noi consiglieri tutti non ci abbiamo potuto mettere le mani per decidere su alcune tematiche di rilevanza sociale ed economica. Non abbiamo l’anello al naso per credere che queste tariffe non sono state aumentate perché è stato confermato l’aumento dello scorso anno».

Un concetto ribadito dalla consigliera Paola Conticelli, «nel 2016 gli aumenti ci sono stati con un 16% per le utenze non domestiche e nella misura del 13% per quelle domestiche. Non c’è stato un grande sforzo da parte della politica perché è rimasto tutto invariato. Non abbiamo potuto fare degli emendamenti perché la consegna del materiale è avvenuto un giorno prima in occasione di una convocazione della commissione fatta a 24 ore dal Consiglio comunale che ci chiede di ratificare documenti importanti». Dello stesso avviso anche i consiglieri sardisti Davide Tellini e Costantino Ligas che rimarcano la responsabilità delle scelte politiche dove «le maggiori agevolazioni in termini di percentuale di abbattimento della tassa (33% di riduzione) sono andati agli istituti di credito, mentre nulla è stato fatto per calmierare la tariffa per le famiglie e per le imprese produttive della nostra città, quali bar e ristoranti che hanno impatti sullo sviluppo turistico».

Il tentativo di scaricare le colpe sulla struttura «è un atto di profonda malafede - aggiungono Tellini e Ligas - nei confronti dei dirigenti e dipendenti comunali, fatto ad arte per cercare di nascondere la totale incapacità politica di poter dare corpo ad un programma politico fondato sul nulla». Finisce per l’essere svuotato di contenuto il ruolo consultivo, propositivo e di confronto delle commissioni e del consiglio anche per il consigliere di Ap Alessandro Carta. «Vorrei che si prendesse atto che l’apporto dato dal Consiglio comunale sia uguale allo zero, così come una delle prerogative del consiglio di deliberare sui regolamenti è stato inesistente. A questo si aggiunge che non conosciamo l’iter seguito per predisporre il regolamento e con cui si sono decise le tariffe. E’ curioso il fatto come le banche abbiano subito una riduzione del 33% a differenza dei ristoranti che lo scorso anno hanno sopportato un aumento del 62% rimasto invariato».

«E’ vero che c’è stato uno sconto alle banche - replica il capogruppo di maggioranza Gavino Bigella - ma è anche vero che il principio della legge prevede che chi paga di più è perché inquina e sporca di più e le banche non sono paragonabili ai ristoranti», sui quali è stato applicato il doppio della tariffa rispetto agli istituti di credito, ossia il 13% circa. Lo stesso capogruppo Bigella riconosce i ritardi nella consegna degli atti. «Al consiglio non è stato dato il tempo materiale ad apportare delle modifiche - sostiene – il ritardo è evidente ma votiamo le tariffe solo per senso di responsabilità perché non c’è stata data la possibilità di ragionare».

Una spiegazione sui ritardi è pretesa dal consigliere Claudio Piras. «Se è vero che è colpa della struttura - dice - allora occorre prendere provvedimenti, altrimenti è soltanto una scusante per sopperire alle vostre mancanze. Se non c’ è un indirizzo politico la struttura non lavora. Vorrei capire dall’assessore o dal capogruppo di maggioranza qual è stato il problema del ritardo – aggiunge - perché su quello dobbiamo agire». A bacchettare l’assessore al bilancio Domenico Vargiu e la stessa struttura tecnica è la presidente del consiglio Loredana De Marco. La conferenza dei capigruppo per convocare il consiglio si è riunita con urgenza martedì 28 marzo «proprio perché c’è stato un ritardo della struttura - afferma De Marco - perché ci si è dimenticati che le tariffe sarebbero dovute essere approvate entro il 31 marzo». Immediata la risposta a difesa del proprio operato da parte del funzionario Francesco De Luca e dell’assessore al bilancio che riconosce le colpe della politica e degli uffici.

«Le responsabilità che si vogliono trovare o individuare - precisa Vargiu - in parte sono della struttura ma è altrettanto vero che la linea di indirizzo politico è stata data da noi. Riconosco che i tempi sono stati molto stretti, di questo ci siamo lamentati anche noi. Io in primis ho dovuto analizzare di corsa con la struttura tutte le valutazioni. Ma la programmazione è ben conosciuta dalla parte politica e amministrativa ed io per primo mi assumo la responsabilità della struttura con la quale collaboro e quindi il ritardo è anche dovuto alla nostra amministrazione. Siamo in ritardo perché l’azienda che doveva fornirci tutti i dati e il piano finanziario ce li ha forniti solo un mese fa, a questo doveva seguire un atto che non è stato predisposto e in questo c’è una responsabilità della struttura e in parte nostra, perché non abbiamo insistito nell’azione di verifica e di controllo. A quell’atto consegue l’elaborazione del piano delle tariffe che parte dal fatto che anche chi ci supporta come la struttura ha fornito in ritardo la documentazione che ci ha costretto a fare le corse e a portare in ritardo in commissione, il tutto». Il consiglio ha approvato a maggioranza anche il Piano finanziario relativo al servizio di gestione dei rifiuti urbani.
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