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Antonio Sini
21 agosto 2007
Per l’Alghero c’è la Nuorese, aspettando la Torres
Si lotta contro il tempo per mettere a norma gli spogliatoi, prima dell´esordio interno di Coppa Italia. In caso contrario l’Alghero sarà costretta ad emigrare. Giorico: «Non ci voglio pensare»

ALGHERO - Siamo alla vigilia della partita di Coppa Italia fra Nuorese e Alghero che si giocherà in Barbagia, e l’Alghero calcio è in emergenza. Antonio Papa si è recato a fare un check-up a Rimini, Cabrerizo e Zitolo hanno risentimenti muscolari e sono forzatamente a riposo. In attacco Claudio Luperto aspetta uomini di peso. Nel mentre si continua a sudare sul terreno del Mariotti. Lo spogliatoio si trova nella palestra, perché il Mariotti e tutto un cantiere. Se per la tribuna, ci si sta mettendo il cuore in pace, ora a destare preoccupazione sono gli spogliatoi, oggetto di lavori. Se non vengono consegnativi al Comune almeno entro il 26 di questo mese, l’Alghero rischia di perdere a tavolino la partita interna contro la Torres, a meno che non si scelga deliberatamente di giocare in altro stadio limitrofo. Non ci vuole pensare l’Amministratore delegato dell’Alghero Riccardo Giorico che segue la squadra negli allenamenti, con la mente a Nuoro, ma con il pensiero alla Torres Sassari, un derbyssimo che non si vuol negare agli sportivi algheresi:
Eccoci all’appuntamento contro la Nuorese, una partita proibitiva?
«La Nuorese gioca in C2, ha iniziato la preparazione 20 giorni prima dell’Alghero, è una squadra rodata, ha disputato numerose partite e parliamo di una squadra che punta a vincere il campionato, ha giocatori di categoria superiore, non c'è storia , l’Alghero è una formazione di serie D rinnovata totalmente, faremo la nostra partita e basta».
Sarà un’Alghero molto incompleta, mancano le punte…
«Alcuni giocatori risentono dei carichi di lavoro della preparazione, in attacco siamo incompleti, perché Errico, per motivi familiari ha abbandonato l’Alghero, un altro era stato già tagliato in ritiro. Siamo sul mercato per trovare due attaccanti».
Si parla anche di un centrocampista è vero?
«No, in quel settore siamo al completo, c’è Zitolo, Papa, Farina, China, Mereu, Tedde un jolly esterno che si adatta a più ruoli, se ci capiterà di trovare un giocatore che non ci faccia sforare il budget previsto per quest’anno lo prendiamo, altrimenti niente».
Facciamo un passo indietro senza parlare della polemica con l’Assessore Spano, al Mariotti si procede, e soprattutto c’è un gran lavorio per quanto riguarda gli spogliatoi.
«In previsione della partita casalinga contro la Torres siano nelle mani di chi sta realizzando la ristrutturazione degli spogliatoi. L’assessore Giuseppe Sanna ci tiene a farci giocare al Mariotti e si è impegnato in tal senso, c’è l’impresa che deve fare i conti con gli operai in ferie, c’è da fare uno sforzo, confidiamo nelle garanzie dateci dall’assessore».
Altrimenti c’è il rischio che l’Alghero debba emigrare?
«Meglio non pensarci!».
Quindi sperate in un miracolo?«Speriamo che l’impresa impieghi più maestranze, perché volendo si può arrivare alla data del 29 Agosto, con l’Alghero che giocherà in casa contro la Torres».
Ma l’Alghero potrà giocare con il pubblico solo in gradinata?
«Credo di si, così come è stato nel finale di campionato dello scorso anno. Si utilizzerebbero due settori su tre disponibili. Tutto ruota intorno all’agibilità dello spogliatoio, perché il terzo settore, la tribuna, sarà agibile più avanti».
Perchè volete giocare al Mariotti contro la Torres a qualunque costo?
«Perché è una partita ufficiale che manca da Alghero da 25 anni. Perché pensare di andare a giocare con i cugini sassaresi a Ittiri o da altre parti quando sia il nostro, che il pubblico sassarese, vuol essere al Mariotti? E’ motivo d’orgoglio per tutti noi, è un punto di partenza perché la Torres manca da Alghero da un quarto di secolo».
E ora dipende tutto dallo spogliatoio?
«Certo. Oggi sono presenti lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche, richieste dal Coni, con bagni per disabili nei due spogliatoi, nella saletta antidoping, nello spogliatoio dell’arbitro, nonché la creazione di un bagno per sole donne con relativo servizio per disabili».
Insomma un po una complicazione su un contesto già problematico…
«Le regole cambiano ogni anno, non c’è colpa da addossare a nessuno, è una normativa che si è evoluta a causa di fatti accaduti da altre parti, noi dobbiamo adeguarci alle richieste degli organi sportivi».
Si vede che il dirigente dell’Alghero è preoccupato. E chi non lo sarebbe se notasse che i lavori preventivati da tempo devono essere conclusi a tappe forzate? E se non si riuscisse a giocare al Mariotti, quale sarebbe il danno d’immagine e monetario per l’Alghero. Forse ha ragione Giorico, si spera in un miracolo, questa volta sono gli uomini a determinarlo.
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