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Antonio Burruni
6 marzo 2008
La Ryanair disarma un poliziotto
L’agente di Polizia Penitenziaria non è potuto salire sul velivolo perché portava con se l’arma di servizio. Il regolamento della compagnia low-cost irlandese, che vieta tassativamente l’ingresso sull’aereo di qualunque arma, parla chiaro

ALGHERO – Allarme anti-terrorismo sempre altissimo, ma alle volte si esagera. Ieri mattina, ad un Assistente Capo della Polizia Penitenziaria, di stanza a La Spezia, è stato vietato l’accesso sull’aereo della Ryanair in partenza da Alghero. L’agente non ha potuto effettuare l'imbarco perché aveva con se l’arma di servizio. Il Codice della Navigazione parla chiaro e permette ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine di viaggiare con l’arma, regolarmente denunciata. Non così, però, per il regolamento della compagnia low-cost irlandese, che vieta tassativamente l’ingresso sull’aereo di qualunque arma d’offesa. Accantonata anche la possibilità di smontare l’arma e farla viaggiare stivata. L’Assistente Capo della Polizia Penitenziaria, che avrebbe dovuto prendere servizio ieri pomeriggio alle 16, nella Casa Circondariale di La Spezia, ha invece dovuto prendere il traghetto della Tirrenia partito ieri notte da Porto Torres ed arrivato solo questa mattina a Genova. La sicurezza deve certamente stare al primo posto tra le esigenze ed i servizi offerti dalle compagnie aeree, ma Ryanair sta distinguendosi un po’ troppo per "cavilli". Dopo aver fatto sbarcare prima delle manovre di decollo i componenti di una band inglese, perché ritenuti sospetti, ed un professionista sardo, solo perché parlava durante le illustrazioni di prassi delle hostess, ora si aggiunge alla casistica anche l’idea irlandese di far viaggiare i rappresentanti delle Forze dell’Ordine solo se disarmate. Decisamente non una grande idea.
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