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Red 19 giugno 2008
Illegittime le anticipazioni nella Finanziaria 2006
Le anticipazioni dei crediti garantiti dalla Stato a partire dal 2013 violano l´art. 81 della Costituzione sull´accertabilità delle entrate. Accolti così alcuni rilievi della Corte dei Conti
Illegittime le anticipazioni nella Finanziaria 2006

CAGLIARI - La Corte Costituzionale ha depositato la sentenza con la quale dichiara illegittime le anticipazioni dei crediti garantiti dallo Stato a partire dal 2013, che furono inserite nel bilancio 2006 della Regione Sardegna. La Consulta ha precisato che tali anticipazioni violano l'articolo 81 della Costituzione sull'accertabilità delle entrate. Sono stati così accolti alcuni rilievi sollevati dalla Corte dei Conti della Sardegna che, nel 2007, aveva sospeso il giudizio di parificazione del bilancio 2006, inviando gli atti alla Corte Costituzionale in seguito alle anticipazioni delle entrate, ritenute non corrette secondo i principi dell'annualità del bilancio fissati dalla Costituzione. La tesi era stata contestata dai legali della Regione, i quali avevano sottolineato il carattere eccezionale delle anticipazioni, utilizzate non per coprire la spesa bensì per tagliare l'enorme passivo (oltre tre miliardi di euro), tale da configurare - se non il rischio di una bancarotta - il consolidarsi di una spirale negativa che avrebbe finito col protrarre all'infinito l'indebitamento della Regione.

L'assessore alle Finanze della regione Secci ha ribadito che «rispettosi della Corte Costituzionale, prendiamo atto della decisione pur sottolineando che la norma oggi dichiarata illegittima non è stata il frutto né di 'finanza creativa', né una scelta senza fondamento, ma deve essere considerata nell'ambito della cosìddetta 'vertenza entrate' tra lo Stato e la Regione Sardegna in ordine ai criteri di calcolo delle compartecipazioni tributarie sulle imposte sui redditi e sull'imposta sul valore aggiunto».

Dall'opposizione però è fuoco contro il presidente della regione. «L’assestamento degli ultimi tre bilanci dovrà essere l’ultimo atto del centrosinistra, che ha sottoscritto la proposta del suo leader, alla guida della Regione - attacca il consigliere di Alleanza Nazionale Mario Diana - l’attuale maggioranza se ne assumerà la responsabilità al cospetto degli elettori, che devono sapere a chi si deve il più colossale deficit mai registrato nel bilancio regionale e decidere di conseguenza se consegnare nuovamente nelle stesse mani le chiavi delle casse di viale Trento». «E' la sconfitta finale della politica di Soru e compagni - ha commentato il deputato del Pdl ed ex presidente della Regione Mauro Pili. Se avesse dignità, Soru si dovrebbe dimettere in giornata». Per il capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale Roberto Capelli, la decisione della Consulta di bocciare le anticipazioni delle entrate iscritte nel bilancio 2006 della Regione rappresenta «la pietra tombale politica», per il governatore Renato Soru e la sua maggioranza di centrosinistra. Pesanti le parole di Renato Soru: «Dovrebbe dimettersi e rinunciare a qualsiasi incarico pubblico anche nel futuro chi ha costruito e lasciato quel debito sulle spalle dei sardi». Così il Presidente della regione, Renato Soru, risponde a chi gli ha chiesto di dimettersi in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale sul bilancio della Regione. «Noi abbiamo il dovere di risanare il bilancio e ci siamo impegnati a farlo ricorrendo alle entrate future. Deve essere chiaro che per il bilancio in corso della Regione non cambia nulla. Cambia semplicemente un mero aspetto formale, e cioè la Corte Costituzionale ci dice che, per finanziare il disavanzo del passato, dobbiamo fare ricorso a mutui bancari, indebitandoci ulteriormente invece di costringerci - come abbiamo fatto - a una maggiore disciplina non prendendo nuovi mutui».
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