Tedde non sottolinea come larghi territori della città siano gravati da vincoli di servitù militare (vedi Poglina). "Città Solidale" precisa che la maggior parte degli appalti pubblici algheresi sono ad appannagio di aziente non sarde
ALGHERO - Continua a far discutere la
lettera inviata qualche giorno fa dal Primo cittadino algherese a Silvio Berlusconi, nella quale si precisava come ai sardi, in riferimento agli appalti per i lavori in previsione del G8, toccassero solo le briciole. Dopo la puntuale precisazione dell'assessore ai Lavori Pubblici della Regione Sardegna
Carlo Mannoni, interviene l'ex Sindaco algherese Loffredo.
Disapprovazione di Città Solidale verso il vertice G8 in programma nel 2009 a La Maddalena, «non foss’altro perché si vuole convincere i sardi che gli interventi di riqualificazione previsti siano il giusto risarcimento per oltre 60 anni di servitù militare», precisano. Quei territori sono stati fortemente penalizzati - si legge nella nota - e ancora oggi alcune zone dell’isola di Santo Stefano non sono accessibili, a dimostrazione del fatto che rimane qualche segno del recente passato, per così dire, impresentabile.
Il portavoce di Città Solidale Loffredo, precisa come la lettera del Sindaco Tedde al Premier, non sottolinei affatto come ai sardi, la sovranità sul territorio sia stata tolta da tempo, e men che meno sottolinea che anche la città che egli governa vede larghi territori, anche di pregio, sottoposti al vincolo di servitù militare (vedi Poglina).
«Il suo farsi paladino della causa delle imprese sarde, a cui come al solito sono riservati i subappalti, non convince. Diversamente - precisa l'ex Sindaco di Alghero - dovremmo dubitare di come vengono affidati gli appalti, e questo getta un’ombra sull’operato del governo, e di chi lo rappresenta per l’organizzazione del G8».
Infine Città Solidale spulcia tutti gli appalti gestiti dal comune di Alghero (Tedde aveva chiesto imprese sarde negli appalti per il G8): L’appalto per la raccolta dei rifiuti, sicuramente uno dei più consistenti, è stato affidato a un’ impresa emiliana, quindi continentale. Così l’appalto per l’assistenza agli anziani della Casa Serena. Così la procedura per la raccolta dei tributi comunali, affidata a un socio di minoranza della SECAL, con sede in continente. Anche l’ultimo appalto, quello per la riqualificazione del Parco di via Tarragona, è stato vinto da una associazione temporanea di imprese che vede come capofila una azienda di Viterbo, per non parlare dell’impresa che sta realizzando i lavori di riqualificazione del vecchio ospedale e del “Quarter”.
«Sono degli esempi - continua - ma tanto basta per capire quanto sia debole e interessato per farsi facile propaganda l’urlo del sindaco di Alghero a difesa delle imprese sarde. E se proprio la vogliamo dire tutta - conclude - crediamo che proprio la politica locale degli ultimi anni sia il motivo della crescente dequalificazione del sistema delle imprese sarde e anche algheresi, perché non premia la qualità bensì il possesso di una tessera di partito e il clientelismo».
In una foto d'archivio il portavoce di Città Solidale Enrico Loffredo