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Red
4 dicembre 2008
Petrolchimico al tramonto l´Isola contro Eni e Governo
In 15mila a Porto Torres contro il dramma della disoccupazione, dell´incertezza del lavoro. «Non toccate il lavoro dei nostri papà», ultimatum al Governo. Qualche spiraglio da Roma

PORTO TORRES - La Sardegna manifesta tutta la sua sofferenza e si stringe intorno ai lavoratori della chimica di Porto Torres, contro lo stop degli impianti deciso alcuni giorni fa da Polimeri Europa, del gruppo Eni. Governatore, presidenti di provincia e sindaci del territorio, tutti uniti contro la decisione dell'Eni e il Governo. Alla manifestazione, organizzata dalle sigle sindacali della Cgil, Cisl e Uil, hanno partecipato circa 15mila persone. Scuole, lavoratori e commercianti insieme, contro quella che viene definita l'anticamera del massacro sociale per migliaia di persone. «Non toccate il lavoro dei nostri papà», scrivono decine di giovanissimi in corteo per le vie di Porto Torres.
3.500 lavoratori, 1.000 diretti e 2.500 dell'indotto, a forte rischio. Questi i numeri snocciolati dai sindacati dopo la decisione di Polimeri Europa di fermare gli impianti del petrolchimico a Porto Torres. Una decisione assurda se si pensa che la società fa capo al gruppo Eni (partecipata dello Stato). Finora però, dall'esecutivo romano non una parola sulla chiusura degli impianti. L'unico "atto" andato in scena della delicata questione è l'incontro tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il presidente della commissione Antimafia Beppe Pisanu.
In queste ore arrivano appelli da tutte le parti politiche. Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e al ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, si è rivolto il Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Giacomo Spissu. Chiede che il governo assuma una decisa iniziativa politica nei confronti di tutti i soggetti interessati, confermando tutti gli impegni assunti per la chimica sarda.
Forte il contributo algherese alla mobilitazione: Consiglio comunale aperto a sostegno di una vertenza vitale per tutto il territorio catalano. Marco Tedde, consiglieri comunali di entrambi gli schieramenti e referenti regionali tutti presenti a Porto Torres. Solo ad Alghero, la chiusura dell'Eni lascerà circa 450 lavoratori a casa.
Nella foto un momento della manifestazione di questa mattina a Porto Torres
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