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Red
10 dicembre 2008
Chimica, l´sos delle forze istituzionali
Tutti contro il Governo e l´Eni. «Le modalità con cui si è proceduto all’interruzione dell’attività del polo petrolchimico di Porto Torres lascia presupporre che si tratti in verità di una chiusura definitiva dello stabilimento», scrivono forze istituzionali e sociali del nord Sardegna

PORTO TORRES - Lettera congiunta di Alessandra Giudici, Presidente della Provincia di Sassari, Gianfranco Ganau, Sindaco di Sassari Luciano Mura, Sindaco di Porto Torres, Marco Tedde, Sindaco di Alghero, Antonio Rudas, Segretario territoriale della CGIL, Andrea Ruiu, Segretario territoriale della CISL, Arnaldo Melissa, Segretario territoriale della UIL, Gavino Sini, Presidente della CCIAA di Sassari, Stefano Lubrano, Presidente di Confidustria Nord Sardegna, Italo Senes, Presidente di Api Sarda – Delegazione di Sassari, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in merito alla grave situazione della chimica in Sardegna.
«Le modalità con cui si è proceduto all’interruzione dell’attività del polo petrolchimico di Porto Torres - scrivono i rappresentanti delle istituzioni locali - lascia presupporre che si tratti in verità di una chiusura definitiva dello stabilimento. La drammaticità dei provvedimenti assunti e delle conseguenze sociali e materiali che essi producono è confermata dai numeri, con oltre 12mila famiglie che rischiano di restare senza la principale o unica fonte di reddito, e dal clima di forte preoccupazione che coinvolge allo stesso modo le forze istituzionali, politiche, sociali ed economiche di questo territorio. Tra l’altro, la situazione creatasi sinora – complice anche il fatto che questo territorio si è trovato di fronte al fatto compiuto, costretto a fare i conti con decisioni assunte unilateralmente dall’azienda Polimeri Europa e dal suo azionista Eni – impedisce di fatto l’avvio di qualsiasi discussione seria e credibile con la controparte».
«Alla luce di tali riflessioni e appreso da più fonti che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha espresso l’intenzione di farsi carico personalmente dell’intera vicenda che riguarda il polo petrolchimico di Porto Torres, Le chiediamo con determinazione – essendo Lei il solo ad averne la forza sia sul piano istituzionale che politico – di voler mettere in campo ogni azione possibile per indurre Eni e Polimeri Europa a recedere dal cammino intrapreso. Ritenendo inadeguato per la problematica specifica il tavolo tecnico convocato per il prossimo 17 dicembre 2008 alle 12 presso il Ministero dello Sviluppo Economico, Le chiediamo di voler attivare con la massima urgenza un tavolo politico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per dare risposte risolutive che evitino il collasso socio-economico della Provincia».
Nella foto la manifestazione di Porto Torres
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