S.A.
6 luglio 2010
Il Dromos Festival giunge al 12° anno
Concerti, tavoli tematici, arte: sono gli appuntamenti del Festival che si terrà tra Oristano e Provincia e che ospiterà molti artisti italiani e internazionali. Ligabue sarà il 7 agosto a Fenosu

ORISTANO - Si rinnova per il dodicesimo anno consecutivo l'appuntamento con il Dromos Festival, che anche questa estate propone un ricco calendario di concerti, ma anche mostre, incontri, momenti di approfondimento e riflessione. Così, dal 24 luglio al 15 agosto, tra Oristano e altri centri della provincia - San Vero Milis, Nurachi, Baratili San Pietro, Riola Sardo e Nureci -, transiteranno musicisti del calibro di George Benson, Omar Sosa, Nicola Piovani, Zap Mama, Salif Keita, Ray Lema e James Taylor Quartet, oltre al già annunciato Luciano Ligabue, protagonista dell'"Ichnusa Livefest" all'aeroporto di Fenosu il 7 agosto: uno degli eventi più attesi dell'estate musicale in Sardegna.
Ancora una volta Dromos sceglie di ispirarsi a un tema centrale forte, chiamato a fare da trait d'union tra i vari appuntamenti. E se l'anno passato il festival si riconosceva sotto il titolo "Clandestino", questa dodicesima edizione, all'insegna di "Cuore di tenebra", ne è in qualche modo il proseguimento. Perché "se può sembrare irriverente ispirarsi al profetico capolavoro di Joseph Conrad", spiega il critico d'arte Ivo Serafino Fenu nella sua presentazione di Dromos 2010, "è pur vero che vi è una linea di continuità e una profonda coerenza tra il romanzo e i temi fino ad ora trattati dal festival: il meticciato, l’incontro/scontro tra culture differenti, il ruolo e la mortificazione della donna nei paesi con forti pulsioni autoritarie e, più di recente, la clandestinità".
Dell'opera conradiana, oltre al titolo e agli spunti tematici, il dodicesimo Dromos prende in prestito anche l"ordito", intrecciando momenti di diversa natura nel suo ampio cartellone: tavoli tematici per ragionare sulla situazione politica ed economica del continente nero, una mostra fotografica del franco-maliano Alain Turpault (suo lo scatto scelto quest'anno ad immagine del festival) dedicata alla paradossale realtà dei bambini albini africani, e una collettiva che esplora invece le "tenebre" conradiane come "condizione esistenziale dell’uomo occidentale che si rispecchia nei propri incubi e si annichilisce nei propri sensi di colpa". Perché per Dromos la darkness, prima ancora che una condizione sociale e politica, è una dimensione dell’anima che caratterizza la ricerca umana ed estetica di tanti artisti, africani e non solo.
Nella foto: Nicola Piovani
|